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Mimmo, Wim e il cielo sopra Riace

Ramadullah รจ un bambino afgano di nove anni con due occhi neri che corre per i viottoli di Riace con le braccia aperte, un aeroplanino in carne e ossa che fende l’aria carica di ossigeno di questo paesino ionico.

Otto giorni al buio dentro un container con l’acqua razionata e un po’ di biscotti, Ramadullah scappa verso l’Italia con uno “zio” conosciuto durante il lungo viaggio, una di quelle parentele acquisite che i fuggiaschi sanciscono istintivamente in nome della sopravvivenza reciproca: i genitori di Ramadullah sono seppelliti in uno dei tanti cimiteri afgani e il figlio sopravvissuto mostra a chiunque glielo chieda la cicatrice sul fianco, il ricordo di una scheggia che avrebbe potuto spedire anche lui al Creatore.

Una festa che da decenni lega i Rom agli abitanti di Riace, che in quei giorni aprono le loro case agli zingari e, in nome di un comune destino segnato dall’emigrazione, ci si scambia i prodotti delle due diverse culture: i rom l’artigianato in ferro, la gente di Riace l’olio, i pomodori, le conserve.

La Banca Etica di Padova finanzia la ristrutturazione con 51mila euro e il Viminale iscrive Riace nel programma Sprar, Sistema protezione rifugiati richiedenti asilo, 20 euro al giorno a testa che arrivano nelle casse esangui del comune di Riace (i malfamati centri di identificazione espulsione, dove gli immigrati rimangono anche sei mesi, costano ai contribuenti 120 euro al giorno per ogni immigrato).

Fonte: www.ilsole24ore.com

October 22, 2009 - Posted by ficlefa | Uncategorized | | No Comments Yet

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